Daniele Rovai

Daniele Rovai

Daniele Rovai nasce a Firenze il 2 luglio 1964. Dopo gli studi liceali frequenta un corso di formazione professionale gestito dalla Regione Toscana per diventare grafico pubblicitario.Dal 1989 al 2005 lavora come grafico per fotolito, tipografie, studi grafici,case editrici ed agenzia pubblicitarie.Nel 2006 l’agenzia pubblicitaria dove lavorava da tre anni chiude per problemi economici. Per la prima volta disoccupato scopre la passione per il giornalismo investigativo. Inizia a scrivere articoli e reportage per siti e giornali on-line e cartacei sulle tematiche ambientaliste e nucleari, un tema, quest’ultimo,che lo ha sempre affascinato.Nel 2009 realizza un’inchiesta sulla gestione delle scorie radioattive ereditate dalla stagione nucleare degli anni ‘70, dal titolo“Sogin: un’esperienza allarmante”. L’inchiesta viene pubblicata dalla casa editrice UTET all’interno del saggio “Il Nucleare impossibile” curato dal professor Virginio Bettini dello IUAV di Venezia.Nel 2011 un suo reportage, firmato insieme al giornalista Vincenzo Mulè per la rivista IL PUNTO, sulla scoperta di bidoni bucati di scorie radioattive stoccati nella centrale nucleare di Caorso, provoca l’apertura di un indagine da parte della Procura di Piacenza.Ad agosto del 2012 dopo aver letto un articolo su La Nazione, cronaca di Prato – la città dove abita – su uno sciopero al cantiere dove si sta costruendo il nuovo ospedale, scopre che gli operai che scioperano per il mancato pagamento dello stipendio sono i dipendenti dell’azienda che ha il sub appalto più importante.Inizia una ricerca che si trasforma ben presto in un’inchiesta su una delle opere edili più importantie costose della Regione Toscana: la costruzione in finanza di progetto di 4 nuovi ospedali; un’operazione che tra costruzione,arredi e gestione muove finanziamenti pubblici e privati per quasi 2 miliardi di euro. Inchiesta che nel novembre di quest’anno (2013) viene pubblicata dalla Casa Editrice Edizioni Andromeda.Da luglio 2013 lavora come operaio per una lavanderia industriale pratese.

“Mi considero un cittadino che si è ripreso il proprio diritto ad essere informato”.È la sua risposta a chi gli domanda il perchédelle sue inchieste giornalistiche.