Il quadrato della vita

Le decisione di fotocopiare il libro di Ezio Sigolo la presi all'istante, mentre ero più che indaffarata ad ultimare l'organizzazione del 1° Convegno Nazionale su l'Uomo tra Microcosmo e Macrocosmo, a Recanati. In un pomeriggio e una notte fu possibile realizzare 50 copie de "Il quadrato della vita", grazie alla amorosa collaborazione del personale del Comune, dei miei familiari e di Ezio.
Sì, fu veramente amore a darci il coraggio di compiere un'impresa così ardua, data anche la stanchezza che da giorni pesava su di noi. L'amore che proveniva da tutti, ma in special modo dal cuore di Ezio. Venuto in anticipo per prendere coraggio (era il suo primo debutto in pubblico, come oratore) Ezio riempì le ottocentesche sale recanatesi del suo entusiasmo, della sua bontà, della sua foga mal celata dietro una riservatezza esclusiva riguardo ad argomenti esoterici, sacri.
Ci fece omaggio della sua ricerca, la ricerca di una vita ancora breve, passata tra dolori e travagli quali solo un animo puro, da vero bambino, può soffrire e capire. In un mondo dove c'è sempre meno posto per chi anela ad essere più che ad avere, il cuore di Ezio era inquieto e tormentato, gonfio di un amore tale per Dio che lo portò a cercare la Verità pur tra tante, tante difficoltà ed incomprensioni.
Schivo, ma al tempo stesso con una grande voglia di dire a tutti chi realmente siamo, così, con semplicità, forse con poca grammatica, ma con tanto sincero ardore e vera Intuizione. Lo vidi di persona a Recanati, sette giorni prima dell'inizio del Convegno, dopo lunghi mesi di telefonate e lettere nelle quali, tra l'altro, mi esprimeva con commozione la sua felicità di aver trovato qualcuno che lo capisse e lo sentisse. Quante volte, in quei sette giorni, lo ascoltai ora accalorato, gli occhi neri accesi e lo sguardo rivolto al suo interno sentire, ora scoraggiato dalle corazze che impediscono ai più di ascoltare e vedere, pur avendo orecchie e occhi, ora preda di un senso di inferiorità per la sua poca scioltezza oratoria! Poi, a seguito delle mie reiterate insistenze, mi diede il suo scritto.
Quando il libro fu rilegato e gli consegnai la prima copia mi disse: "é il più bel regalo che mi sia stato fatto, perché spero che qualcuno capisca quello che ho cercato di esprimere, male e con sgrammaticature, ma con tutto l'amore che ho in questo mio cuore bizzarro".
Caro, caro Ezio, anima bella, spero anch'io che il tuo cuore bizzarro, che cessò di battere nel tuo petto cinque mesi dopo il Convegno, parli ancora a chi può intenderlo, magari a chi - autodidatta come te ma con la Scintilla Divina accesa - ha scelto la durissima via dell'essere.
A te e a tutti quelli che tanto mi hanno dato e insegnato, al tuo cuore letteralmente esploso per troppo amore compresso, lasciando il tuo vestito di carne sul marciapiede di una strada fra l'indifferenza dei passanti, dedico questa edizione del tuo scritto, compendio di quarant'anni di vita di un uomo che lottò per essere veramente tale.
Con uguale sentimento ringrazio gli amici dell'Andromeda che hanno voluto fare di quest'opera una degna pubblicazione, rispettando, come a suo tempo feci io, lo scritto che è tale quale venne concepito anni fa, senza correzioni o aggiustature.
Il lettore adatto saprà cogliere il messaggio al di là della forma.

(dall'introduzione di Gloria Marinucci)