La percezione
della comunicazione


Introduzione
Nessuna chiamata interstellare?


Qual è la via più probabile che possa consentire una comunicazione - dialogo - tra esseri umani e probabili civiltà extra terrestri nel nostro sistema solare o in altri? Per comprenderlo dobbiamo riuscire a rispondere alla seguente domanda: ci siamo messi nelle condizioni più favorevoli per consentire che specie organiche in evoluzione spazio-temporale possano percepirsi e interagire in modo cosciente l'una con l'altra?
La domanda può suonare retorica, ma non è così. Già qui sulla Terra sappiamo che non siamo riusciti a scoprire forme di vita terrestri contemporanee prima della loro avvenuta estinzione, che si è manifestata ai nostri occhi solo attraverso improvvisi e profondi cambiamenti su altre specie vegetali e animali precedentemente già note.
Ovvero non eravamo consci che altri esseri vivessero insieme a noi sul nostro stesso pianeta.
Non avevamo percepito che alcuni cicli vitali ne nascondevano molti altri, e anzi che molti cicli simbiotici erano in effetti presi singolarmente uno ad uno composti da più specie viventi. Solo con l'estinzione di alcune di queste finora ignote specie, il quadro dei fenomeni è mutato così radicalmente rispetto a quello che pensavamo di conoscere sulle forme viventi che abitavano qui, da farci comprendere che la nostra percezione è e rimane tuttora molto incompleta.
Del tutto simile è la nostra incomprensione sugli aspetti antropologici della scienza e le stesse leggi della natura. Siamo troppo abituati ad affidarci ai cosiddetti professionisti del settore e a pensare in termini di logica dell'affidabilità, senza pensare a una verifica e ad analizzare la realtà scientifica in termini di probabilità con tutte le sue implicazioni sociali, politiche e strategiche.
Non è la logica che governa il nostro mondo attuale, ma sono le stime di affidabilità basate sulla teoria statistica e probabilistica, troppo spesso spacciate per conclusioni logiche.
Concetti di uso frequente come affidabilità dell'informazione, garanzia dello strumento di indagine, attendibilità della persona e reputazione dei luoghi comuni sono i nomi con i quali si camuffa un puro studio a posteriori di Bayes con "tradizionali" conclusioni logiche che di rigorosamente scientifico hanno poco.
Chi utilizza questo strumento di indagine statistica (lo studio a posteriori di Bayes) esamina quanto bene la realtà si adatta alle interpretazioni a priori della stessa e riesce a stabilire a posteriori come e di quanto debbano modificarsi le probabilità che le nostre interpretazioni (di conoscenza e sistemi di verità-falsità) siano giuste o errate e quindi di quanto e dove i nostri sistemi di verità debbano di conseguenza essere modificati per adattarsi alle nuove evidenze.
Durante gli ultimi due anni (2003-2004) ho cercato di adattare le conoscenze geologiche terrestri e le comprovate strutture tecnologiche e architettoniche umane alle sempre più incalzanti e nuove evidenze di strutture marziane non solo geologiche. L'ultimo capitolo si occuperà di evidenziare come debbano cambiare i nostri sistemi di intepretazione di fronte ad un mosaico di evidenze marziane confrontabili sia con strutture geologiche terrestri e sempre più anche con le nostre strutture architettoniche.
L'analisi di Bayes è in definitiva il sistema di controllo retroattivo migliore per investigare la realtà da un punto di vista strettamente sensoriale fisico-geometrico senza concedere all'interpretazione matematico-filosofica un potere di decisione più grande dell'evidenza sperimentale: basta un'anomalia per rigettare o modificare il modello di interpretazione precedentemente riverito come il più affidabile. Il modello modificato dovrà assolutamente contemplare l'anomalia trovata come uno dei comportamenti "normali" della realtà che si stava verificando.
Infatti l'analisi statistica e l'analisi matematica sono due sistemi di interpretazione di due realtà dove la prima include la seconda, e non viceversa.
La statistica si avvale di concetti matematici certo ma non utilizza solo quei metodi e non persegue solo obbiettivi matematici (meccanici). L'analisi statistica studia tutti i tipi di relazioni esistenti in qualsiasi tipo di aggregazione di parti che siano meccaniche (governate da leggi deterministiche) che parti biologiche, organiche, sociali o cos'altro perseguendo il fine di capire la griglia delle relazioni spazio-temporali concomitanti: cioè quali sono le relazioni spaziali e temporali tra tutte le parti essenziali del sistema.
L'analisi matematica studia invece relazioni ideali del tipo causa-effetto su aggregazione di parti meccaniche dove l'interazione di queste non è mai superiore alla somma delle sue parti.
Nel mondo reale invece molto spesso per aggregazioni biologiche, organiche, sociali le interazioni e i risultati che si osservano sono spesso di più della somma delle loro singole componenti. La vita e la coscienza ad esempio non sono la somma delle parti morfo-biologiche e genetiche e neuronali del sistema organico, ma qualcosa di più.
Ecco perché studiare la vita su altri mondi e capire o accettare di concepire i probabili prodotti di una vita marziana superiore ed intelligente risulta misterioso e incomprensibile per chi non accetta di eseguire un'analisi statistica relazionale come quella Bayesiana.
Dopo Bayes il mondo scientifico si è diviso tra chi lo accetta per poter rivalutare le verità in base a ciò che accade durante il passare del tempo e chi invece lo rifiuta perché vuole assoggettare il passare del tempo a delle verità che crede siano eterne ed immutabili o perché vuole che qualcun altro ci creda e perpetui una sorta di auto-inganno inconsapevole, secondo l'ormai troppo diffuso barbarico metodo socio-politico del dividi et impera (che purtroppo a livello scientifico, educativo, didattico cerca di farsi strada anche in Europa - l'ultimo mondo del libero pensiero, con l'adozione del sistema didattico statunitense basato su test chiusi con ricerca per esclusione di possibilità già preconfezionate, propagandato come "InValSi").
Coloro che prendono decisioni per nostro conto, perpetuando un ordine prestabilito, utilizzano e rifiutano Bayes a loro comodo, perché è uno strumento di analisi potente ma anche uno strumento di azione e di pensiero rivoluzionario. Costoro faranno di tutto per mascherare e distruggere evidenze che contraddicono il loro sistema di verità presunte assolute. Certo non ci riuscirà per sempre, ma l'azione di occultamento che viene operata serve a rimanere in vantaggio rispetto a coloro che si affidano all'esistenza di una visione scientifica meccanica incontaminata dalla prevaricazione sociale, dalle strategie di mercato, dai profitti di applicazione e dalle politiche di tutela dei diritti di chi afferma di agire in un nome di una scienza razionale apolitica.
Nella mia ricerca di informazioni sull'esplorazione marziana mi sono imbattuto con mia grande tristezza su due interpretazioni entrambe ideologiche e contrapposte. Un fatto questo, che mi fa capire quanto la gente, anche quella colta, sia preda e predatore di una visione di contrapposizione medievale tra verità e falsità, e non si basi invece su una ricerca attiva e continua di quanto possa cambiare il sistema delle nostre interpretazioni di verità basandosi su quanto la realtà sensoriale ci offre in termini di smentite o conferme.
Troppi libri studiati come un credente legge la Bibbia, e pochissima scienza sperimentale eseguita senza paraocchi teorici troppo meccanici. Sono il primo ad ammettere che nel mio curriculum universitario e post-accademico sono stato imperdonabilmente ingenuo fidandomi di ciò che leggevo e pensavo e non di ciò che sperimentavo con i miei mezzi. A dire la verità ciò che ho sperimentato con i miei mezzi e a mente aperta è ciò che mi ha cambiato e reso adulto e consapevole.
Da una parte, il cosiddetto, mondo scientifico ufficiale cerca con autorità, ignorando - e talvolta addirittura screditando - la controparte di ricercatori indipendenti non affiliati a enti di ricerca profit, di interpretare assolutamente tutto da un punto di vista sterile-geologico, anche inventato su misura (ad hoc) se quello classico fallisce.
Dall'altra parte una massa di ricercatori indipendenti che con troppa superficialità vedono dappertutto strutture artificiali e messaggi intelligenti senza alcun bagaglio tecnico-scientifico per discriminare con obiettività e metodo il grigio dal bianco sporco.
A dispetto delle affermazioni professionali di molti geologi planetari (selenologisti lunari e reologi marziani) alcuni degli oggetti e formazioni superficiali anomale osservate e studiate nelle immagini planetarie (del pianeta Marte, ma anche della Luna e di Europa - una luna di Giove) appaiono indicative di un design e di una costruzione sistematica rigorosa.
L'origine intelligente di strutture geologicamente assurde e anomale:
- da parte di una non ben identificata, ma possibile esplorazione spaziale antica da parte della stessa razza umana (come scritto negli antichi testi vedici del Mahabarata), andata perduta - ma non del tutto - nella nostra storia terrestre;
- oppure per opera di una possibile presenza extra terrestre nel corso di epoche preistoriche (statisticamente non escludibile a priori - si legga Z. Sitchin, Il pianeta degli dei, G. Viola, La civiltà di Marte);
- o addirittura di una esplorazione umana contemporanea segretissima per chi condivide opinioni simili a quelle che hanno portato alla scrittura del romanzo di C. Cussler, Cyclops, riguardo basi lunari segrete, o per chi condivide le interpretazioni di segnali "USA" da Marte, tenendo in debito conto la percentuale di missioni Shuttle strettamente militari, o punta l'attenzione ad analogie tra frammenti tecnologici terrestri e suolo marziano dove sono atterrate le sonde Pathfinder, Spirit e Opportunity; deve essere considerata come possibile e rilevante quando:
- l'attuale geologia planetaria di confronto fallisce;
- il confronto geologico è impossibile;
- in ogni caso quando il grado di verosimiglianza tra modelli geologici naturali e design artificiali di strutture e formazioni, osservate da altezze confrontabili, è troppo simile per discriminare tra una sola delle due origini.
Ciò è da ritenersi ancora più probabile per via delle prove architettoniche (Giza, Baalbek, Sacsayhuaman, Teotihuacan, Angkor Wat, Tiahuanaco, Yonaguni) riguardo a strutture terrestri del nostro (?) passato antico che sfidano le nostre capacità di ricostruzione moderne attuali e che puntano a un passato più glorioso di quanto mediamente vogliamo ammettere non siamo mai giunti neppure nella nostra era attuale.
Più che analizzare in questa sede la probabilità che antichi o moderni astronauti terrestri (o entità aliene) siano tuttora presenti sui corpi del sistema solare, uno dei compiti trasversali che possiamo assolvere è quello di misurare il grado di attività e di influenza da parte della vita intelligente sul pianeta Marte attraverso confronti sul grado di verosimiglianza o meno con comprovate strutture artificiali terrestri umane e analoghe strutture geologiche naturali presenti sulla Terra.
Nel CD: Marte: un pianeta vivo, nascosto e devastato, non offro una mia visione all'argomento "c'è vita o addirittura vita intelligente su Marte", ma lascio ai lettori e osservatori giungere alle loro personali riflessioni, avendo dato loro il quadro di riferimento più vasto da me attualmente compreso sulla ricerca e l'evoluzione dei nostri sistemi di verità.
Ciò che è il programma NASA per l'esplorazione del sistema solare lo è l'ambizioso programma SETI (Search for Extra Terrestrial Intelligencies - Ricerca di Intelligenze Extra Terrestri) per l'ascolto di intelligenti messaggi interstellari. Il programma SETI non pretende di comprendere il significato di un ipotetico messaggio intelligente proveniente dallo spazio, né si preoccupa di ciò perché non è questo il suo scopo. Il SETI sta scandagliando tutti i miliardi di possibili frequenze nell'intervallo di vibrazioni dell'atomo di idrogeno, dell'ossigeno, dell'acqua, dell'ossidrile solo alla ricerca di un segnale elettromagnetico portante. Il programma SETI avviato circa dieci anni fa è alla ricerca di un radiofaro potentissimo ovvero si sta cercando un segnale che si distingua chiaramente oltre il livello dell'intensità di fondo per almeno 3 - 5 volte del valore del rumore medio. La scelta di frequenze appare essere la più ovvia: l'idrogeno essendo l'elemento più comune nell'universo è anche il mezzo ambientale più ovvio attraverso cui inviare un messaggio. La scelta delle frequenze che hanno a che fare con l'ossigeno e l'acqua sono state scelte per la necessità di avere tali elementi per lo svilupparsi della vita per quello che finora ne sappiamo. Esistono almeno tre classici problemi fondamentali nella ricerca di un messaggio da parte di una civiltà aliena di un altro pianeta:
1. la ricerca del canale giusto puntato sulla stella della giusta età,
2. la potenza richiesta a tenere ad un livello sensibile il segnale lungo distanze interstellari che ne diluiscono l'intensità secondo la legge dell'inverso del quadrato della distanza
3. eliminare tutte le fonti di disturbo che distorcendo il segnale ne degradano a livelli impercepibili l'esistenza.
Esiste anche un problema non così ovvio ma più importante di tutti questi ultimi: la percezione di un segnale è legata indissolubilmente al tipo di informazione che si sta cercando.
Se, per esempio, la comparsa periodica di colonne di fumo o il ticchetio ripetuto o ticchettio singolo di un suono avesse per noi un significato di fenomeno naturale non associabile a nessun tentativo deliberato di comunicazione, non capiremmo neanche che qualcuno cerca di attirare la nostra attenzione.
Quindi in linea di principio vale anche il viceversa: quello che a noi appare come un fenomeno naturale potrebbe essere pure usato come mezzo di trasmissione di significati.
Dobbiamo almeno tenere conto che potremmo essere molto più ingenui di quanto pensiamo di essere mai stati.
Ciò che ci appare rumore o insignificante potrebbe non essere tale per altri.
Il problema di fondo che si vuole risolvere è l'analisi dell'esistenza o meno della casualità - del disordine relativo e assoluto.
Un certo teorema "di Ramsey" afferma che il disordine relativo non esiste: tra un insieme di oggetti abbastanza numeroso si possono sempre trovare alcuni sotto insiemi ordinabili. Per esempio tra l'insieme delle stelle che appaiono durante la notte siamo in grado di ordinare gruppi di queste in quelle che chiamiamo costellazioni. Noi vediamo tra le stelle una geometria subordinata al livello antropomorfico e tecnologico posseduto: figure geometriche, animali, umane e religiose.
Lo stesso teorema di Ramsey ha però solo una validità soggettiva: la capacità di ordinare gli elementi dell'insieme si basa su concetti di ordine predefinito, ovvero di geometrie definibili a priori come possono essere il triangolo, il quadrato, il trapezio o i cinque solidi pitagorici, o altre geometrie individualmente valide ma tutte irrimediabilmente relative allo spettro di conoscenze preacquisito.
Il lavoro che vi accingete a leggere, invece, tenta di andare oltre l'ordine soggettivo e riesce a dimostrare che almeno su base numerica naturale non esiste neppure alcun disordine assoluto.
Ovvero, è possibile individuare un ordine oggettivo!
Il contenuto di quest'opera ruota attorno a due nuove evidenze:
- la prima è che il nostro concetto di ordine e di disordine è incompleto e che la scoperta di una geometria nei numeri primi ribalta ed estende le nostre capacità sensoriali nell'analisi di messaggi extraterrestri intelligenti applicando una filosofia (SETI) più realistica;
- la seconda evidenza mette a confronto uno studio terrestre e marziano su argomenti quali acqua, vita, colori, passati e destini geologici comuni nonché strutture tecnologiche, che ha il compito di liberarci da un dualismo segnale-rumore e da altri concetti i cui sistemi di verità sono già prestabiliti.
Nei prossimi capitoli si verrà introdotti all'ordinamento numerico scoperto dall'Autore, in cui da ogni numero primo è ricostruibile sia il suo intero insieme che tutti gli altri numeri non primi.
Il fatto veramente straordinario è che questo particolare ordinamento-geometria dei numeri primi segue allo stesso tempo le leggi della termodinamica, ha una forte analogia con le forme della replicazione genetica e potrebbe essere alla base del sistema periodico degli elementi, oltre a possedere la capacità di estendere il nostro concetto di determinismo a scale non locali.
Tutto ciò non può essere un semplice caso.
Molto probabilmente siamo di fronte a quello che gli antropologi chiamano un universale cognitivo: un sistema di comunicazione di significati indipendenti rispetto all'evoluzione spazio-temporale di qualsiasi società.
È quindi un errore cercare a priori solo un messaggio, un segnale, un'informazione che si intende debba essere di una forma specifica a prescindere dall'informazione che potrebbe contenere.
L'oggetto o il processo di comunicazione uomo-uomo, uomo-natura, uomo-alieno ci porta a trattare con l'imprevisto e a ricercare un significato laddove altri vedono solo disordine e confusione. Ciò comporta cambiare radicalmente un modo di pensare standardizzato e di sacrificare sull'altare della libertà presunte verità venerate e riverite come i tesori più grandi della conquista scientifica.
Ma tutto ciò in nome di un penetrante nuovo principio chiamato determinismo evolvente dei numeri primi, frutto dello stesso principio galileiano scientifico che troppo spesso dimenticato va sotto il nome di "principio di revisione".
Il principio di revisione porta il ricercatore ad ammettere la possibilità dell'evoluzione e rivoluzione dei principi di ricerca, osservazione e deduzione precedenti.
Lo stesso Galilei afferma: "Alcuno dei procedimenti di misura, né tanto meno dei procedimenti mentali del procedimento scientifico summenzionato deve essere considerato come definitivo o intoccabile, o immodificabile nel tempo".
Galilei nella sua saggezza e umiltà ammetteva che era possibilissimo che il metodo che pubblicizzava potesse contenere dei paraocchi fisici e mentali, e quindi metteva in guardia le generazioni di ricercatori a venire su fenomeni che a quel tempo non si riuscivano a studiare per la loro complessità o evanescenza ma che avrebbero potuto più tardi divenire portavoci di una realtà che poteva cambiare anche radicalmente il metodo scientifico inizialmente adottato come buono.
È vantaggioso fare una ricerca SETI ampliata partento pure da un punto di vista universale, chiedendoci: esiste una legge per le geometrie dell'informazione?
E di che tipo è questa legge?
Vedremo che tale tipo di legge è numerica e geometrica al tempo stesso.

(presentazione dell'Autore)