Chemioterapia
di carcinomi in stadio avanzato
Un inventario critico
Sommario:
Prefazioni / Introduzione / Prolungamento di vita in
carcinomi in stadio avanzato mediante chemioterapia? Prove
dirette e indirette / Relazione tra risposta e sopravvivenza /
Prolungamento di vita mediante chemioterapia coadiuvante? /
Miglioramento della qualità di vita mediante chemioterapia? /
Chemioterapia - un dogma della medicina moderna / Sintesi /
Appendice / Bibliografia.
Prefazione dell'Autore alla seconda edizione
Dopo la prima pubblicazione del libro,
oltre cinque anni fa, è giunto il momento di una sua
rielaborazione. Ritengo che nel frattempo, negli ambienti
dell'oncologia clinica, si sia verificato un certo ritorno alla
lucidità. Negli ultimi anni, le affermazioni degli oncologi
sull'efficacia della chemioterapia sono divenute sempre più
discrete. Ciò ovviamente non modifica il fatto che la
chemioterapia continui a dominare la ricerca clinica sul cancro e
che il suo impiego non sia stato affatto ridotto. Il ritorno alla
lucidità di cui parlavo non si limita unicamente alla terapia
citostatica, ma anche ai modificatori di risposta biologica (ad
es. TNF, interleukina e interferone) intensamente studiati negli
anni '80.
In questa seconda edizione ho cercato di estrapolare ed elaborare
dall'enorme quantità di materiale pubblicato, dal 1989 al primo
quadrimestre 1995, le nozioni più importanti. L'attuale stato
della ricerca richiede e consente una valutazione più
differenziata della terapia rispetto a cinque anni fa. Come
sempre, gli studi che forniscono informazioni dirette sul
prolungamento di vita ottenuto dalla sola chemioterapia
rappresentano un'eccezione. Mentre alcuni dei risultati positivi
riportati nella prima edizione sono da mettere in dubbio, alla
luce dei risultati della ricerca più recenti, esistono ricerche
e studi che depongono a favore di un effetto (seppure solitamente
modesto) di prolungamento della vita associato ad una terapia
eseguita a regola d'arte, cioè in associazione a terapia
radiante, nel caso di particolari carcinomi localizzati in stadio
avanzato.
Già poco dopo la prima pubblicazione, il libro ha avuto notevole
risonanza sia fra i mass media che negli ambienti degli oncologi
e non sorprende che abbia trovato numerosi consensi fra i
rappresentanti degli orientamenti terapeutici "non
convenzionali".
Fin qui niente da dire, ma è successo che alcuni di questi
medici abbiano strumentalizzato il libro per i propri fini,
collegando la dimostrazione della bassa percentuale di successi
della medicina scolastica nei carcinomi avanzati ad una
pubblicità, più o meno dissimulata, dei loro propri metodi
terapeutici. Questo effetto collaterale non è stato certamente
voluto da me.