La scomparsa di Ettore Majorana. Un affare di stato?

ISBN: 978-88-683209-4-2
Nuova edizione aggiornata 2015

Or sono esattamente 60 anni scompariva, senza lasciare alcuna traccia dietro di sé, un giovane fisico nucleare italiano, Ettore Majorana, che fu detto - da una fonte autorevole come Enrico Fermi - appartenere alla categoria dei geni isolati, quali Galileo e Newton1. La sua probabile sorte è stata discussa in diverse pubblicazioni, ricostruita in spettacoli televisivi, fatta oggetto perfino di sceneggiature di albi a fumetti2 - ma, in tutte queste occasioni, è sempre rimasta marginale la considerazione di quella che avrebbe potuto essere viceversa seguita come la pista più promettente, dagli investigatori di allora, e dagli studiosi di adesso - i quali ultimi dovrebbero avere, nei confronti dei primi, almeno il vantaggio del “senno di poi”. Sorprendente? No, almeno per chi è consapevole dell’inattendibilità della ricerca storica ufficiale, quando essa ha a che fare con argomenti potenzialmente scabrosi, perché riguardanti le convinzioni etico-politiche riconosciute come uniche legittime dallo spirito del proprio tempo. Accade così solitamente che gli storici più prudenti e/o sinceri si astengano dall’approfondire con occhio critico certe questioni3, le quali restano allora quasi esclusivo appannaggio o di chi non possiede strumenti professionali adeguati, o di chi invece, possedendoli, ha però come unico scopo quello di compiacere i propri committenti, diretti o indiretti che essi siano. Nel caso in esame, per di più, trattandosi di una vicenda italiana, ci si deve confrontare con l’atavica tendenza degli intellettuali del nostro paese di procurarsi sempre un posto comodo sul “carro dei vincitori”4, il che rende assai difficile che su certi interrogaUmberto Bartocci 10 tivi, che pure vengono in mente in modo naturale a tutti, si apra un esauriente dibattito5. Si spiegano così le reticenze e le omissioni di cui ancora pullula tutta la ricostruzione della storia a noi più vicina, che non può ovviamente svilupparsi rigogliosamente all’ombra di tanti e forti vincoli, quali il rispetto di giudizi di valore a priori, imposti in qualche caso addirittura a forza di legge. Questo libro intende riscattare almeno in parte tali lacune, sperando di non urtare alcuna rispettabile suscettibilità con la sua proposta di un ulteriore scenario alternativo in cui possibilmente inquadrare un avvenimento ancora tanto avvolto nel mistero, e probabilmente non del tutto secondario anche ai fini della comprensione di altri eventi ad esso collegati - molto più rilevanti, e decisivi, per la storia generale di questo nostro travagliato secolo.

Formato: 15x21
Copertina: Colori plastificata
Allestimento: Brossura
Pagine: 362
Illustrazioni: 15
Anno: 2015
€32.00
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Or sono esattamente 60 anni scompariva, senza lasciare alcuna traccia dietro di sé, un giovane fisico nucleare italiano, Ettore Majorana, che fu detto - da una fonte autorevole come Enrico Fermi - appartenere alla categoria dei geni isolati, quali Galileo e Newton1. La sua probabile sorte è stata discussa in diverse pubblicazioni, ricostruita in spettacoli televisivi, fatta oggetto perfino di sceneggiature di albi a fumetti2 - ma, in tutte queste occasioni, è sempre rimasta marginale la considerazione di quella che avrebbe potuto essere viceversa seguita come la pista più promettente, dagli investigatori di allora, e dagli studiosi di adesso - i quali ultimi dovrebbero avere, nei confronti dei primi, almeno il vantaggio del “senno di poi”. Sorprendente? No, almeno per chi è consapevole dell’inattendibilità della ricerca storica ufficiale, quando essa ha a che fare con argomenti potenzialmente scabrosi, perché riguardanti le convinzioni etico-politiche riconosciute come uniche legittime dallo spirito del proprio tempo. Accade così solitamente che gli storici più prudenti e/o sinceri si astengano dall’approfondire con occhio critico certe questioni3, le quali restano allora quasi esclusivo appannaggio o di chi non possiede strumenti professionali adeguati, o di chi invece, possedendoli, ha però come unico scopo quello di compiacere i propri committenti, diretti o indiretti che essi siano. Nel caso in esame, per di più, trattandosi di una vicenda italiana, ci si deve confrontare con l’atavica tendenza degli intellettuali del nostro paese di procurarsi sempre un posto comodo sul “carro dei vincitori”4, il che rende assai difficile che su certi interrogaUmberto Bartocci 10 tivi, che pure vengono in mente in modo naturale a tutti, si apra un esauriente dibattito5. Si spiegano così le reticenze e le omissioni di cui ancora pullula tutta la ricostruzione della storia a noi più vicina, che non può ovviamente svilupparsi rigogliosamente all’ombra di tanti e forti vincoli, quali il rispetto di giudizi di valore a priori, imposti in qualche caso addirittura a forza di legge. Questo libro intende riscattare almeno in parte tali lacune, sperando di non urtare alcuna rispettabile suscettibilità con la sua proposta di un ulteriore scenario alternativo in cui possibilmente inquadrare un avvenimento ancora tanto avvolto nel mistero, e probabilmente non del tutto secondario anche ai fini della comprensione di altri eventi ad esso collegati - molto più rilevanti, e decisivi, per la storia generale di questo nostro travagliato secolo.

Formato: 15x21
Copertina: Colori plastificata
Allestimento: Brossura
Pagine: 362
Illustrazioni: 15
Anno: 2015