Albert Einstein e Olinto de Pretto: la vera storia della formula più famosa del mondo

ISBN: : 978-88-683203-4-8
La vicenda di un clamoroso caso di priorità non riconosciuta, per comprendere la teoria della relatività senza matematismi, per analizzare alcuni dei meccanismi con cui funziona la comunità scientifica.

L’autore dedica questo lavoro, con profonda stima per le loro qualità di uomini e di scienziati, agli indimenticabili amici Ing. Arch. Piero Zorzi (scomparso prematuramente nel gennaio del 1991, proprio quando questo scritto, il cui contenuto era già stato succintamente presentato al LXXVI Congresso della Società Italiana di Fisica, tenutosi a Trento nel mese di ottobre del 1990, stava per essere completato nella sua prima versione), e al suo inseparabile compagno di studi e ricerche Prof. Omero Speri (scomparso anch’egli nel 1995). È a essi che si deve se la memoria originale del De Pretto è stata riportata alla luce, attraverso una corretta valutazione non soltanto del suo valore in sé, ma anche della sua importanza in relazione ai primi lavori di Albert Einstein sulla teoria della relatività ristretta. Senza l’apporto di questi due studiosi, pensatori originali e acuti indagatori dei fenomeni naturali - tanto da essere stati tra i primi a ipotizzare la possibilità dell’esistenza di processi di “fusione a bassa energia” in alcuni eventi spontanei biologici e geologici, e ad aver tentato di ripeterli artificialmente in laboratorio - il presente contributo alle origini storiche della teoria della relatività non avrebbe mai visto la luce. Revisione del 2006

Formato: 15x21
Copertina: Colori plastificata
Allestimento: Brossura
Pagine: 206
Anno: 2006
€22.80
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L’autore dedica questo lavoro, con profonda stima per le loro qualità di uomini e di scienziati, agli indimenticabili amici Ing. Arch. Piero Zorzi (scomparso prematuramente nel gennaio del 1991, proprio quando questo scritto, il cui contenuto era già stato succintamente presentato al LXXVI Congresso della Società Italiana di Fisica, tenutosi a Trento nel mese di ottobre del 1990, stava per essere completato nella sua prima versione), e al suo inseparabile compagno di studi e ricerche Prof. Omero Speri (scomparso anch’egli nel 1995). È a essi che si deve se la memoria originale del De Pretto è stata riportata alla luce, attraverso una corretta valutazione non soltanto del suo valore in sé, ma anche della sua importanza in relazione ai primi lavori di Albert Einstein sulla teoria della relatività ristretta. Senza l’apporto di questi due studiosi, pensatori originali e acuti indagatori dei fenomeni naturali - tanto da essere stati tra i primi a ipotizzare la possibilità dell’esistenza di processi di “fusione a bassa energia” in alcuni eventi spontanei biologici e geologici, e ad aver tentato di ripeterli artificialmente in laboratorio - il presente contributo alle origini storiche della teoria della relatività non avrebbe mai visto la luce. Revisione del 2006

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